martedì 27 aprile 2010

il mio ramo di cemento

Ciao.
Incomincio cosi, un blog, un post.
Incomincio dal nome, il nativo urbano, si perch' è quello che sono, siamo, nati in città, in zone urbane, fra giungle di cemento e praterie di asfalto.

Nativo, quindi originario del posto, forse sarebbe stato piu adatto il termine indigeno, si perchè indigeno viene frainteso, riferndosi a una persona primitiva magari animalesca, estranea, si sarebbero adattati altri termini, ma questo mi va piu che bene.

Tenterò di annotare nel blog pensieri, resoconti, riti propiziatori, racconti, miti e leggende, come graffiti nelle caverne. Racconterò la connessione che si va creando con la città e la globalizzazione, la felicità e le conquiste nella lotta per il proprio ramo.

Chiudo con una citazione
"Nel mondo che vedo uno si muove con gli alci, tra le umide foreste dei canyon intorno alle rovine del Rockefeller Center. Indosserà abiti di pelle che gli dureranno per tutta la vita. Si arrampicherà per le liane che avvolgono la Sears Tower. E quando guarderà giù vedrà minuscole figure che pestano granturco e posano strisce di carne di cervo sulla carreggiata vuota di qualche superstrada abbandonata."

Buona caccia

2 commenti:

  1. hei pace a te,koi,scrivi anche su apki vero?grazie per aver lasciato un commento,mi fa piacere sapere che qualcuno legge i miei pensieri,(da quanto tempo leggi?)e addirittura si rispecchia,di tanto in tanto.magari un giorno ci conosceremo,comunque in bocca al lupo per il tuo blog,e soprattutto per il tuo viaggio come traceur ed essere umano.

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  2. Ciao ghost, scusa ma a causa della scarsa praticità con blogger non avevo visto il tuo commento, sono felice di averti conosciuto, spero che a roma potremo fare una lunga chiaccherata perchè ho un sacco di cose da domandarti.

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